Vi scrivo per raccontarvi un fatto molto grave accaduto a Roma nei primi giorni di dicembre e che rischia di passare inosservato se i giornali, la radio o la televisione non se ne occuperanno con tempestività.
Si tratta di un attentato alla dignità di questo paese, della sua scuola e della sua cultura. Di tutte queste cose resta già pochissimo e, anche in quel poco, quasi nessuno pare più credere.
I fatti sono lunghi e complessi. Provo a riassumerli.
Circa due mesi fa il ministero degli esteri bandisce l’atteso concorso per selezionare il personale docente e ata da destinare alle scuole italiane all’estero e alle scuole europee. Il precedente concorso era stato bandito nel 2006. Arrivano al ministero 37.000 domande per poche centinaia di posti.
Poco tempo dopo la pubblicazione del bando si rende noto che il concorso si terrà all’Hotel Ergife di Roma da giovedì 1 dicembre a lunedì 5 dicembre.
Sono previsti una quindicina di test di accertamento linguistico che dovrebbero corrispondere a un livello di conoscenza della lingua piuttosto avanzato (vista anche la necessità di selezionare tra un numero così elevato di domande).
Le regole parlano chiaro e sono ragionevoli: al concorso non si possono portare cellulari, né borse o zaini, né grammatiche o dizionari; ovviamente non si può copiare.
Migliaia di persone acquistano biglietti aerei e prenotano alberghi. C’è anche chi torna dalla Polonia o dall’Argentina per questo concorso (devono sostenerlo di nuovo anche quei docenti che già hanno passato i precedenti concorsi e stanno attualmente svolgendo un periodo di insegnamento all’estero).
Accade però che, due giorni prima del concorso, via e-mail, tutti i candidati vengono informati di un metodo che è stato elaborato apposta per garantire maggiore equità nella selezione: prima di ogni test verrà distribuito un libro che contiene 4000 quesiti (1000 di tedesco, 1000 di inglese e altrettanti di francese e spagnolo). Da questi libri verranno estratte, pochi minuti prima delle prove, le 40 domande alle quali bisognerà rispondere in 45 minuti.
Alla prima prova prevista (lettorato di francese) scoppia la polemica. Alcuni docenti chiedono che vengano concessi minuti in più per le prove, visto che bisognerà cercare le domande selezionate tra le 4000 contenute nei volumi, e 45 minuti paiono in effetti troppo pochi; soprattutto se il livello dei test sarà difficile, come annunciato nel bando.
Intanto i volumi contenenti i 4000 quesiti vengono distribuiti.
La discussione degenera, i tempi si allungano; la tensione è ormai fuori controllo e sono già passate tre ore dall’orario previsto per l’inizio del concorso: la prova di francese non solo non è cominciata, ma pare difficile che possa cominciare; tanto che il presidente della commissione, incapace di ristabilire l’ordine, ne annuncia la sospensione, o l’annullamento, o ancora il semplice rinvio. I presenti dicono che era assai difficile capire esattamente cosa stesse accadendo. E io, che non mi ero iscritto alle prove previste per il primo giorno, mentre vado all’aeroporto per prendere l’aereo per Roma, comincio a ricevere messaggi di ogni tipo dai colleghi che invece sono già lì, in mezzo al caos.
Ma non era proibito portarsi dietro i cellulari?
Tutti i candidati sono invitati a uscire dall’Hotel Ergife, lasciando ovviamente i volumi con i 4000 quesiti sul banco (i volumi, come previsto dal regolamento, sono ancora avvolti nel cellophane).
Molti escono però portandosi via il librone delle domande, infilato negli zaini o sotto i cappotti.
Pochi minuti dopo lo esibiranno davanti alle telecamere del tg3 e del tg1 (i servizi sono andati in onda alle 19 e alle 20 del primo dicembre e si trovano ancora su you tube).
Più tardi, nella giornata, si svolgono comunque le prove per i lettorati di inglese e tedesco: tuttavia le domande sono tratte dagli stessi libri distribuiti la mattina, che quindi sono rimasti nelle mani di una buona parte dei candidati per parecchie ore.
La prima giornata di esami, iniziata attorno alle 8 del mattino, finisce verso le 22.
Le prove previste per i lettorati di francese e spagnolo sono invece rinviate a martedi mattina, cioè dopo lo svolgimento delle altre prove già previste per le giornate di venerdì e di lunedì (ossia i test di selezione per poter insegnare nelle scuole europee e nelle scuole italiane all’estero); e il rinvio è deciso con buona pace di tutti quelli che erano venuti solo per il concorso dei lettorati e avevano già il biglietto aereo per tornare in Sicilia, in Sardegna, in Friuli, o magari in Polonia, in Argentina o in Australia.
C’è chi rinuncia, e va direttamente alla polizia per denunciare i fatti dei quali è stato testimone. C’è chi riesce a cambiare il giorno e l’ora del volo e pensa di ritornare il giorno dopo e trattenersi poi a Roma fino a martedì 6.
In ogni caso l’equità del concorso non è più rispettata. Non sono rispettati i giorni, né gli orari previsti; e soprattutto c’è comunque chi ha i avuto i libroni a disposizione e chi no. Si può proseguire un concorso pubblico quando alcuni candidati hanno avuto svariate ore per studiare i quesiti che verranno proposti, mentre altri –cioè i fessi, i distratti o gli onesti che non hanno trafugato il librone- non hanno avuto la stessa possibilità?
La questione diventa presto obsoleta. Il giorno dopo si svolgono infatti le 4 prove di selezione per le scuole europee e si viene a scoprire subito che le domande sono tratte sempre dagli stessi libroni del primo giorno (solo che adesso la copertina è di un altro colore).
I libroni, (quelli che, sempre secondo regolamento, non potrebbero essere portati fuori dalla sede del concorso), sono dunque gli stessi visti nel telegiornale delle 20 del primo dicembre e ormai da 24 ore girano per Roma e su internet. E così accadrà poi per tutti i giorni del concorso.
Chi non era presente alla prima prova e non lo ha potuto sottrarre, si procura delle fotocopie.
Altri, folli, inistono nel dare l’esame senza copiare. Oppure, semplicemente, copuerebbero anche loro, visto che lo fanno in tanti e nessuno glielo impedisce, ma purtoppo non conoscono nessuno che gli possa passare i quesiti.
In ogni caso gli esami durano ancora una volta circa 14 ore: dalle 8 del mattino alle 22 si sta a migliaia dentro e fuori l’Hotel Ergife.
Lunedì, dopo un fine settimana di meritato riposo (e due notti extra di albergo), si svolgono altre quattro prove (stavolta per le scuole italiane all’estero): sempre secondo le stesse regole, anche se ormai inutili. Vietato aprire i libroni prima del via, vietato portarseli a casa, vietato usare cellulare e copiare.
Tanto, quelli che nel fine settimana non avevano niente di meglio da fare, hanno passato il tempo a leggere e analizzare con cura -e a proprio agio- tutti i quesiti.
La tensione è fortissima. Il mormorio durante le prove, e i movimenti dei fogli di quà e di là e il bisbiglio dei suggerimenti, disturbano non poco. Ogni tanto nella sala squilla un cellulare, oppure uno dei candidati riceve un messaggio. Uno dei sorveglianti grida: “chi non ha spento il cellulare, se non lo può spegnere adesso, può almeno vergognarsi?”
Sono tutti nervosi, candidati e commissari. Fuori piove, ma nelle ore che passano tra un test e l’altro si aspetta all’aperto, ammassati come pecore, senza sapere esattamente a che ora si potrà entrare. “Siamo carne da macello”, dicono in tanti. È una frase che viene alla bocca quasi senza più chiedere il permesso: tutti la dicono almeno una volta, e vuol dire al tempo stesso: ci trattano come carne da macello, e davvero siamo carne da macello: guarda cosa ci siamo ridotti a fare! L’uomo diventa bestia, la bestia è disposta a tutto per sopraffare la concorrenza e sopravvivere.
Si formano alleanze e strategie, c’è chi la chiama solidarietà.
E’ un gregge o un branco?
Quelli che hanno i volumi con le domande, ripassano le risposte giuste prima di entrare.
Si entra, si esce. Così fino alle 10 di sera, per il terzo giorno. Vengono espletate infinite e complesse pratiche burocratiche prima di ogni test, sempre allo scopo di garantire l’equità del concorso, anche se oramai tutto ha il sapore di un’amara presa in giro.
Intanto le prove, fin dal primo giorno, si sono rivelate facilissime (ben al di sotto del livello previsto e dichiarato nel bando).
Nei test ci sono 20 domande di grammatica e 20 domande su quattro brani da leggere e comprendere.
I brani del librone sono però pochi. Sempre gli stessi, ma tradotti in 4 lingue. Alcuni brani sono stati estratti anche per tre prove diverse; così, chi ha fatto i test di selezione per quattro lingue –come me- è avvantaggiato, anche se ha dovuto subire la tortura di leggere per ben tre volte le istruzioni per l’utilizzo dell’aspirapolvere oppure per la pulizia dello schermo del televisore: prima in spagnolo, poi in tedesco e infine in francese.
Se capita un testo difficile durante il test in una lingua in cui si è poco ferrati, basta cercare nel librone la traduzione nella lingua preferita.
Gira la voce che molte delle domande dei libroni siano in effetti le stesse già assegnate per il concorso dei dirigenti scolastici, che si è tenuto qualche tempo prima, suscitando altre mille polemiche.
Anche quel concorso, come questo, è organizzato dal Formez s.p.a.
Il Formez Italia organizza questo concorso per conto del ministero degli esteri. Quanto è costato il concorso? Parrebbe piuttosto costoso, considerando il complicato sistema dei volumi contenenti i 4000 quesiti. Volumi che vanno distribuiti ad ogni candidato prima di ogni test, per essere poi ritirati e distrutti dopo ogni prova (poco conta che siano sempre gli stessi volumi e che ne girino da giorni diverse copie su internet o nelle case e nelle stanze d’albergo dei candidati).
Come mai, ci si chiede in molti, il Formez ha organizzato anche questo concorso, dopo la fallimentare gestione del concorso per i presidi?
Gira una voce (e di voci ne girano tante all’Ergife): pare che dietro il Formez s.p.a. ci sia niente meno che il ministro Brunetta. Sarà vero? Sarebbe interessante saperlo. Ma nessuno lo sa con certezza. Anche s etutti ridacchiano nel sentire il nome “Brunetta”.
Che ci sarà poi da ridere?
E sarebbe interessante anche sapere se era questo che, per anni, l’ex ministro ha inteso dire quando parlava di efficienza della pubblica amministrazione.
Ci vorrebbero indagini accurate su questo tema. E ci vorrebbero giornalisti pieni di buona volontà e capacità di penetrazione nei fitti misteri italici. Si ha la sensazione che questo concorso sia solo una piccola parte di un tutto più grande. Un tutto marcio e pruriginoso. Ma le sensazioni sono tutte deviate. Mille opinioni e idee girano. Tutti scommettono su una cosa e sul suo contrario: è davvero l’Italia come capita a volte di vederla negli incubi notturni.
Intanto, a differenza di quanto accaduto il primo giorno, i circa 40000 (quarantamila!) volumi stampati con 4000 quesiti ciascuno vengono effettivamente ritirati al termine di ogni prova per essere mandati al macero. Per fortuna che era già carta riciclata (dal concorso per i presidi).
Quanto è costato questo concorso? La domanda diventa sempre più pressante ad ogni nuovo ritiro del librone.
Me ne sono passati per le mani ben 8, in 8 test differenti: ho avuto libroni azzurri, rossi e gialli. Sempre gli stessi.
Che cosa accerterà, questo concorso, a parte lo stato comatoso delle istituzioni di questo paese? Accerterà che gli insegnanti italiani, che sappiano o meno le lingue, sono comunque in grado di sviluppare tecniche di sopravvivenza sempre più raffinate. Tra il primo e l’ottavo test che ho sostenuto, infatti, mi sono reso conto di essere diventato più veloce, più coriaceo, più amaro. Non credo più in nulla. Voglio solo andare avanti e sentirmi vivo: potermi dire parte di questo girone infernale che sembra ruotare con le sue stesse forze.
In una delle tante lunghe attese, un collega sulla cinquantina mi si avvicina per chiedermi: Tu mi sembri esperto, ma per caso sai cosa sono queste scuole europee?
Intanto anche le cose più turpi finiscono, anche se non siamo neppure più in grado di desideralo. Ce ne andiamo a casa, o in albergo. Attorno all’Hotel Ergife restano solo montagnole di carta di cioccolatini al caffè e lattine vuote di red bull. Domani gli ultimi due test per i lettorati di francese e spagnolo. Quelli dai quali tutto era cominciato; e con i quali tutto infatti finisce.
Dunque c’è una logica? Dunque c’è un senso?
Gli insegnanti torneranno in classe il giorno dopo, in tutta Italia e nelle sedi estere nelle quali rappresentano la nostra cultura.
Prima dei compiti in classe di matematica o latino, diranno ai loro alunni: spegnete i cellulari e non copiate. O, no, anzi, scusate, mi sono confuso, copiate pure, ma per poter copiare come si deve, aspettate di diventare un insegnate di ruolo come me e di partecipare a un concorso pubblico. Lì sì, lì potrete copiare da veri italiani, e potrete fare quello che vorrete com’è iscritto nella nostra vivace natura mediterranea.
Potrete anche organizzare un bel trenino. Funziona così: chi sa meglio il francese si mette in testa al treno e passa le risposte giuste agli altri; al test successivo poi il favore gli viene restituito: il francofono passerà al secondo o al terzo vagone e copierà da chi è più esperto in inglese o in spagnolo o in tedesco. È così che imparerete tutte le lingue, ragazzi. Fidatevi. Credete ai vostri insegnanti che già ci sono passati. O quanto meno, è così che riuscirete a certificarne la conoscenza. In Italia non è questione di competenze, è questione di certificati!
Come vedete si tratta della vecchia arte di arrangiarsi: è per questo che si viene a scuola, no? Quindi insomma, copiate, copiate, se potete, non sarò certo io a fermarvi. Come potrei mai€ dopo quel che ho fatto all’Hotel Ergife in quelle gloriose giornate?
La ragione per la quale racconto tutto questo, al di là della evidente cialtroneria di chi ha organizzato questo concorso così male e non lo ha poi saputo gestire una volta che è degenerato, è anche una ragione di ordine morale e, forse, perfino di prospettiva storica.
Cosa ne è dell’Italia oggi? Cosa c’entra tutto questo con il nostro passato e con il nostro futuro nazionale?
Pochi sono i docenti che pensano di far ricorso. Quasi tutti paiono disgustati dalle giornate che hanno trascorso a Roma, quelli che hanno sottratto i volumi e quelli che non li hanno sottratti.
Su face book si è formato un gruppo chiamato “insegnare all’estero” nato nei mesi di attesa del concorso. Nel gruppo molti si dicono contenti perché, davanti a uno stato così disumano come quello italiano, ci si è potuti associare per aiutarsi a vicenda.
Chi ha rubato il libro, lo ha passato ad altri; le fotocopie giravano a meraviglia. E molti hanno fatto il loro bel giro sul trenino. Peggio per chi si è intestardito a voler fare l’onesto ad ogni costo. Cosa aveva da perdere, a quel punto? Perché non si è dato da fare per copiare, come tutti, visto che era lampante che erano gli organizzatori stessi a incoraggiarci a farlo?
Possibile che quell’assurdo moccioso moralista che non ha voluto a nessun costo copiare, non capisse proprio che questo paese è morto, che la scuola non serve a niente e che l’unica cosa che ci rimane è trovare il modo più efficace per fregare il prossimo? Associamoci a questo scopo e chiamiamo questa associazione: solidarietà. Quando le regole non ci sono più, imponiamo le nuove regole: quelle dei più forti e dei più furbi.
D’altro canto non avevamo scelta, dicono ancora questi docenti illuminati: davanti a un ministero che funziona così non ci hanno lasciato altra strada che l’inganno. Non servirebbe a niente annullare e ripetere il concorso, perché non potrebbe essere diverso. L?Italia è morta e a noi non resta che trasformarci in avvoltoi, s evogliamo sopravvivere.
Ma io c’ero anche nel concorso precedente, quello del 2006, e benché non si trattasse di un concorso impeccabile, non si era visto nulla di così vergognoso: e i libroni, per esempio, non esistevano.
In Italia siamo condannati a fare le cose male, insistono, bisogna farsene una ragione e sopravvivere come si può. E volerci bene, nonostante tutto. Almeno questo! Non ci rimane nient’altro! Non mettiamoci almeno i bastoni tra le ruote gli uni con gli altri. Siamo tutti poveracci, siamo tutti brava gente.
E poi soprattutto non avremo mai la voglia e la forza di tornare a Roma tra un anno e ripetere l’esperienza da capo. Lasciamo che tutto vada per la sua strada e che i più furbi stiano in cima alle graduatorie. Se siamo venuti qui è perché vogliamo un posto all’estero, giusto? Andar via dall’Italia? Ebbene, cominciamo col mandare affanculo questo paese, visto che non chiede altro che questo. Tanto ormai, che siamo bravi o non bravi, che sappiamo le lingue oppure no, a chi può importare? Al ministero no, è chiaro. E allora, perché dovrebbe fregare qualcosa a noi o ai nostri futuri alunni di New York, Asmara, Casablanca o Tirana?
Tra le persone che sostengono questa posizione ci sono molti ignavi, molti gretti approfittatori e molti ignoranti che non avrebbero avuto altra occasione che questa per passare un vero concorso.
Ma ci sono anche persone di grande valore intellettuale e morale, insegnanti che sanno le lingue e hanno magari completato un dottorato in Francia o in Inghilterra. Persone che potrebbero e dovrebbero dare il meglio di sé a questo paese e che invece sono arrivate a un tale disgusto da aver definitivamente rinunciato a credere in qualunque principio: una volta che si arriva a confrontarsi con queste istituzioni pubbliche , in cosa si può ancora credere?
Se esiste una dimensione nella quale poter dare il meglio di sé, è solo quella privata, oramai: la vita pubblica e professionale, è solo tempo sprecato in Italia. Si sopravvive come si può. Perché lottare ancora contro il niente?
Tra queste persone ho amici di vecchia data, che stimo da tanti anni e ai quali voglio bene. persone che ritengono ormai che non valga più la pena di fare distinzione: siamo tutti una sola massa miserabile senza dignità, noi, in faccia allo stato, al governo, che non ha senso, che non ha giustizia. Aiutiamoci come si può. Bravi e ignoranti; onesti e disonesti. Che differenza fa? Salviamo intanto noi stessi e poi quelli che ci stanno simpatici o che ci stanno più vicini. Almeno questo. Meglio di nulla. Il paese affonda, tiriamoci un salvagente a vicenda.
E quelli che insistono a stare ancora sulla nave, a gettare l’acqua in mare: che fessi! Che imbecilli! Ma dove trovano ancora la forza per credere all’impossibile?
Si tratta di rappresentare la cultura italiana all’estero, no?
Dopo questa articolata esperienza, mi pare di capire che per il ministero degli esteri sia quindi giusto che a rappresentarla siano persone che ragionano con una mentalità che io definirei semplicemente mafiosa.
È questa la cultura italiana, dopo tutto, no? È questo che dobbiamo mostrare al mondo. Questo il mondo vuole da noi. Per questo uno straniero iscrive un figlio a una scuola italiana all’estero. Sennò lo iscriverebbe a una scuola francese, tedesca o inglese. Vai ragazzo, vai a lezione di pizza e di mafia.
Siamo noi, docenti italiani nell’anno scolastico 2011-12, anno del centocinquantesimo anniversario, siamo noi a costituire una quasi perfetta incarnazione di quel momento storico (attorno al 1861) nel quale lo stato italiano, appena unito, generava, dai suoi difetti e dalle sue contraddizioni, la forza della criminalità organizzata.
Mafia è la parola.
Solo che adesso questa mentalità è la stessa che detta i criteri di riferimento per chi insegna nelle scuole pubbliche italiane (che all’epoca praticamente neppure esistevano), e che è talmente abituata a non credere più in niente (“che paese di merda!”, era la frase che si sentiva più spesso nei corridoi dell’Ergife: anch’io l’ho detta milel volte), che ormai non vede neppure più quanto sia assurdo copiare a un concorso in quel modo spudorato e, il giorno dopo, tornati in classe a far lezione, mettere due a un proprio alunno perché tentava di copiare.
Si va a scuola per diventare dei buoni italiani. Si va dunque a scuola per diventare più furbi. Non bisognerebbe più dire: non copiate ragazzi, ma copiate con furbizia, fregatemi come meglio potete; è il vostro insegnante che vi parla, il vostro professore che ve lo chiede. La vostra storia che lo esige. Siate italiani fino in fondo: il mondo ci guarda!
L’altra frase che si sentiva spesso nei corridoi dell’Ergife era infatti: anche copiare non è mica facile, bisogna saper copiare bene.
Crocetta sulla a, sulla b, sulla c o sulla d? Tu cosa hai messo? Mi passi la 749? Come hai fatto la 3247? E la 2212?
In 150 anni di storia nazionale, non solo non siamo riusciti a debellare la mafia, ma ora lasciamo che ci governi, nella pratica e nelle menti, da Bolzano a Caltanisetta, nessuna differenza. Ho visto l’Italia intera e unita, all’Ergife. Unita nel nome dell’ignoranza o del disincanto, ma pur sempre unita. Unita fino al giorno (ormai prossimo) in cui in questo paese non sarà più possibile distinguere tra chi è onesto e chi no, chi è ignorante e chi fa con coscienza il suo mestiere. Così, finalmente, l’unica cosa che ci rimarrà per sopravvivere, sarà esser mafiosi: tutti assieme e con solidarietà.
A me pare valga la pena di occuparsi di questa delirante prova di auto-distruzione del sistema scolastico italiano. Che dei fatti penalmente rilevanti e delle responsabilità degli organizzatori se ne occupino le procure e che i giornali suscitino un dibattito: si può ancora credere, dopo questo concorso, che la scuola italiana e i suoi docenti, possano essere una risorsa per questo paese? E, davvero questo paese vuole risorse dalle quali attingere soccorso, oppure vuole soltanto liberamente affondare in ciò che sente intimamente di essere? Appiattirsi nella solita tirannia del “siamo tutti uguali”: grazie al caos che ci avvolge, siamo tutti uguali, perciò nessuno si senta in colpa.
Lunedì 12 dicembre iniziano le correzioni dei test: grazie alla tecnologia moderna, vi si potrà assistere via streaming collegandosi col sito del ministero degli esteri, a riprova della impeccabile equità del meccanismo di selezione che è stato adottato.
Scusate se sono stato un po’ prolisso.
Un caro saluto
Alessandro de Roma
Docente di storia e filosofia.

















by Gilda
12 dic 2011 alle 10:25
Spero che tu abbia fatto un ricorso, data la lucidità della tua analisi, talora anche impietosa… Se continuiamo a parlarne e scriverne in ogni dove è perché è stata davvero un’esperienza devastante per tutti noi, sul piano morale, psicologico, fisico e professionale. Le reazioni sono state diverse, però… Quello che ho percepito sul Treno dei Deportati dell’Ergife è che siamo un paese di disperati, di gente esasperata da quest’Italia, ma forse come dici tu, anche noi, che pur abbiamo cultura e cervello (forse), siamo talmente provati da aver assorbito nelle vene proprio quell’italianità che abbiamo sempre disprezzato e combattuto. Vedremo come andrà avanti, bisognerà sopravvivere e/o reagire anche a questo…?!?!
by rossella
12 dic 2011 alle 19:16
grazie per aver scritto, con amara lucidità, quello che alcuni di noi confusamente pensavano.
molte riflessioni si sono affollate in questi giorni post-traumatici, anche sulla solidarietà che sfuma nella connivenza, e sulla capacità di adattamento degli insegnanti – ma dell’essere umano – .
di fronte a situazioni ostili, o ingiuste, alcuni cercano di cambiarle, la maggior parte cerca di adattarvisi. è l’evoluzione, direbbe qualcuno.
rimane la domanda: per arrivare dove? e soprattutto, per diventare chi?
by moluel
12 dic 2011 alle 19:42
hai proprio ragione, non c’è da aggiungere altro! Io c’ero, una delle tante persone oneste tra molti disonesti e non furbi colleghi! Non ho copiato, si poteva fare tranquillamente! Non ho telefonato, si poteva fare tranquillamente! L’ho fatto il concorso, tra stress di vario genere: ritardi, mal tempo e sono pure stata scippata di tutto…ma l’ho fatto e non so più cosa sperare…lo annulleranno? non lo so…so solo che veramente è stato un esempio di pessima Italia, e mi sono vergognata.
by Vincenzo Rossi
12 dic 2011 alle 20:06
Mi associo allo stringato commento di Gilda e alla lucida analisi di Alessandro (di grande spessore storico-sociologico).
E’, del resto, di evidenza “mondiale” che (in Italia) non è l’equità del concorso a non esser più rispettata; non si persegue per NULLA l’ equità, GUAI -anzi- a chi osi “praticarla”.
Mi permetto di riportare quanto scrissi il 07 Dicembre scorso sul Sito “Ricostruiamo l’ Italia”:
Adriano Celentano sostiene che
“Berlusconi è stato il sintomo più vistoso; la malattia siamo noi”.
In parte è condivisibile; lo è anche il detto:
“il pesce puzza dalla testa”.
Selezionare…..Dirigenti, Amministratori, Delegati e/o Rappresentanti dovrebbe avvenire come per i medici in Svizzera:
“seri, equi, neutrali, rigorosi…..dediti al Bene dei Pazienti…..non al Magna Magna”……
Continuo (però e per fortuna) ad avere le PROVE del fatto che “nell’ italica MANDRIA” tutte la vacche -sembrano- tutte nere SOLTANTO PERCHE’ stiamo vivendo anni di Notte Buia……
Hegel ha superato Schelling……in tutti i sensi……
Qualcun altro (ben dopo costoro) disse che: “Adda passà ‘a nuttata” !!!
by Massimo Grasso
12 dic 2011 alle 21:29
Purtroppo è tutto vero. Se anche io ( pur svolgendo da 15 anni la funzione di preside) a 54 (!!!) anni penso di andare via,significa che è un vero schifo. Ed anche l’intero mondo ne conviene (crisi di fiducia e BTP non acquistati proprio perchè siamo degli imbroglioni) .
by ANA MARIA
12 dic 2011 alle 22:48
Condivido appieno la tua amarezza; è ciò che mi ha spinto a farmi avanti quando , alla prova di francese del 1 dicembre, ho accolto l’invito del Presidente della Commissione a “presentarsi davanti alle forze dell’ordine per mettere a verbale le proprie dichiarazioni”. Sono stata ripagata con una denuncia fattami , presumibilmente, da un concorrente!!!!!!!!!! IAl senso di amarezza si è aggiunta la tristezza di essere stata ritenuta responsabile dell’annullamento di una prova che , già nella fase iniziale, presentava tutti i presupposti per una sfilza di possibili ricorsi; ho chiesto alla commissione di prendere atto delle palesi irregolarità , e ne chiedevo la verbalizzazione , proprio per evitare di dover, successivamente, pagare un avvocato per ristabilire il carattere di giustizia delle operazioni concorsuali a cui abbiamo tutti partecipato.
by Massimiliano Hellies
12 dic 2011 alle 23:09
Che amarezza, e pensare che ho deciso di laurearmi in tarda età perché mi sarebbe piaciuto invecchiare insegnando.
E una domanda amara affiora: insegnare cosa? E a chi?
Grazie della testimonianza, la cui prolissità della quale ti scusi, immagino sia direttamente proporzionale all’indignazione.
by Federica
12 dic 2011 alle 23:56
Ciao Alessandro! mi piacerebbe averti conosciuto in mezzo alla bolgia romana! quando ho ricevuto la mail del MAE con l’indicazione di come sarebbe stata la prova avevo ingenuamente pensato che finalmente avevano escogitato un sistema per cui ognuno di noi avrebbe avuto una batteria di 40 domande diverse dagli altri e così nessuno avrebbe potuto copiare….altrimenti che senso aveva il librone? Sono partita per Roma quindi molto ansiosa per il tempo della prova visto che inaspettatamente si aggiungeva questa “ricerca” dei quesiti, ce l’avrei fatta a finire le 40 domande nei 45′?????
Facendo invece come é stato poi pensato, mi sono chiesta quale era allora il senso di avere tutti quei libroni, a parte quello di sprecare carta, in tempi in cui il problema ecologico é sempre più pressante ma se ne parla sempre di meno…..il buone senso mi dice che avrebbero potuto avere un “librone” elettronico, stampare i 40 quesiti estratti a sorte al momento della prova, e quindi fare le fotocopie di quelle 2 pagine….non 37000 pagine con i numeri delle domande e 37000 libroni!!!….inoltre nella mia logica le domande estratte per un esame, sarebbero dovute essere escluse dai successivi, un programmino informatico semplice semplice lo avrebbe fatto facilmente…..e chi ha predisposto le prove era così a corto di idee nel proporre le stesse domande nelle quattro lingue??Insomma, concordo pienamente con tutto quello che hai scritto ma ho trovato davvero che il Formez non sia stato in grado di garantire nulla, né economicità, né rispetto degli orari ( come si può aver pensato di mettere le prove a 2,5 h una dall’altra? ), né competenza, né professionalità, né rispetto delle persone…..per fortuna che é un’agenzia specializzata in concorsi!!! Io che, nel mio piccolo, preparo verifiche di matematica e fisica per i miei alunni, sarei stata senz’altro in grado di gestire molto meglio il tutto…….quindi sono d’accordissimo di aderire se qualcuno prepara un esposto per l’annullamento di queste prove ( anche se ho speso più di 1000€ e non vorrei proprio averli gettati al vento ) ma vorrei che si facesse anche notare la totale inadeguatezza del Formez sotto TUTTI I PUNTI DI VISTA…….anche se non fossero successi i fatti di giovedì ( di cui ho solo sentito parlare ) le prove e le loro modalità di svolgimento non rispondevano di certo ad una selezione, tanto che in molti ci siamo chiesti il perché…..vogliono forse far far passare così tante persone da avere graduatorie che non si esauriscono mai e non rifare mai più in futuro un concorso?
by cate
13 dic 2011 alle 00:45
Difficile commentare… hai detto praticamente tutto tu.
Anch’io come Ana Maria ero lì al tavolo della Commissione da subito a chiedere la verbalizzazione… Ecco sì forse solo questo aggiungo e preciso a quanto hai detto tu: quello che è stato chiesto non era più tempo ma solo che venissero verbalizzate le rimostranze lecite come ben dice Ana Maria. Quando ero ragazzina e partivo per soffrire all’Ergife, mio padre mi ripeteva sempre che se avessi visto qualche irregolarità, era mio DIRITTO chiederne la verbalizzazione. Vent’anni dopo ancora mi sottopongo alle sfide concorsuali. A settembre quella per Dirigenti: non ce l’ho fatta per pochi punti. Ho pianto: avevo passato nottate a impazzire con quei quiz. Già: nottate. Perché avevo affrontato la sfida senza sottrarmi a nessuno dei mille impegni lavorativi e familiari che già mi succhiano le 24 ore a disposizione. Non volevo sentirmi in debito nei confronti degli alunni, dei figli, del marito nel caso in cui non ce l’avessi fatta. Ho pianto perché i nervi erano lessi per il troppo poco sonno (sono arrivata a una media di 2 ore a notte) sì certo. Ma allo stesso tempo ero soddisfatta perché avevo sfiorato il risultato con le mie sole forze. E in quel punteggio riconoscevo la mia preparazione. Ma ho pianto soprattutto perché avevo visto che altri ce l’hanno fatta senza aver rinunciato a una sola ora di sonno. Copiando.
Mi ci è voluto parecchio per riprendermi da quel concorso. Per voltare pagina e tornare padrona della mia vita e sciacquare la mente da quel micidiale meccanismo dei quiz.
E alla fine è arrivato il 1° dicembre. Ero contenta. Contenta davvero. Potevo finalmente riscattarmi. Inglese e francese abitano la mia mente come l’italiano. Spagnolo, no. Sono arrugginita. Ho anche fatto un test prima di fare domanda per vedere se aveva senso candidarmi per il lettorato. Risultato B1+ allora no spagnolo non lo faccio, troppo difficile. Per essere ancora più sicura ho provato a fare i quiz del 2006: no per i lettorati il mio livello non va (il bando infatti richiede C1), ma per le scuole sì ok ci posso provare.
La mia ingenuità mi accompagnerà fino alla tomba. Ma a me piace CREDERCI e continuerò a farlo… mi sia però concesso il diritto di incazzarmi: è quello che ho fatto quando quella mattina (dopo 2 ore dal medico perché nelle disumane modalità d’ingresso ai locali ho avuto un malore e non riuscivo più a riprendermi) ho capito che nel librone c’erano le 4 lingue e la gente attorno a me si era iscritta a tutte e 4 a priori anche se non conosceva una parola di tedesco o francese o spagnolo o inglese… mi è andato il sangue alla testa.
E con lui tutta la rabbia per la presa in giro già subita nel concorso per DS… ora basta, basta, basta… mi sono alzata e sono andata dritta dal presidente per chiedere a lui e solo a lui conferma di quella voce. Ha aperto il librone e a occhi bassi mi ha detto “sì”… mi ha però negato il microfono e allora sono tornata al mio posto e l’ho gridato a quelli della mia zona… con il risultato che una mi ha chiesto nome e cognome e mia ha promesso una denuncia per “lesioni personali”. Sono andata dal Commissario Capo e ho lasciato la mia dichiarazione con estremi e documento d’identità e telefono. Intanto molti aprivano i libroni e li studiavano davanti alla commissione. NESSUNO si è sognato di prendere le generalità di questi per escluderli dal concorso!!!!! Nessuno ha detto nulla ai molti che sono usciti a fumare e a telefonare. Ma io sono stata ripresa perché ho filmato col cellulare quanto stava succedendo… a già la privacy!!!!!! Erano circa le 13 quando ci hanno detto che “il Ministro ha deciso che il concorso si fa anche se il librone è stato sottratto ed è di dominio pubblico, perché non fa niente: vale come pubblicazione della batteria come per il concorso DS”. Poco dopo ci hanno invitati a lasciare i locali per far entrare quelli di tedesco. Io ero con gli agenti di polizia e i 4 “denunciati” intenti a scrivere la dichiarazione. Uscendo ho preso un librone ma mi è stato tolto, strappato di mano perché “no il libro non può uscire!”… ma che follia è?! ma se il ministro ha detto che va bene così perché io non posso uscire col librone sottomano? “Eh, signora ma proprio così plateale, no”… ho capito bene? Le forze dell’ordine mi stanno dicendo che se me lo infilo sotto il golf il ministro dice che va bene, ma se me lo metto sotto il braccio no, è reato. Ma non è mafia questa. Hai ragione Alessandro. Quella parola sola. Soltanto mafia.
Ho visto cose che voi umani…
Quel giorno mi è successo questo: ho perso ogni riferimento, ogni equilibrio, ogni direzione. Nulla aveva più senso. Dalle 7 alle 22… ho vissuto in un delirio.
Quando sono tornata a casa (sono fra i fortunati romani) guardavo il mio vicinato, le strade buie e deserte che avevo lasciato quella mattina e che mi aspettavano… come fossi stata via un mese.
Allucinante.
IO ESIGO CHE ANNULLINO TUTTO.
by cate
13 dic 2011 alle 00:53
CHI C’E’ DIETRO IL FORMEZ
http://www.youtube.com/watch?v=ZifKtLVCchA
by Alessandro
13 dic 2011 alle 09:08
Grazie mille Cate, anche per aver completato il racconto. I dettagli che aggiungi mi fanno arrabbiare ancor di più. E somigliano alla storia di un’altra mia amica. Credo che molti di coloro che sono usciti col librone lo abbiano fatto anche per sfida o per protesta. Solo che poi lo avrebbero dovuto gettare via e non lo hanno fatto.
Io il primo giorno non c’ero e la mia mia conoscenza dei fatti è molto limitata. Solo i mille racconti che ho sentito. Grazie a tutti quelli che hanno inviato i loro commenti. So che questo dovrebbe essere un ssito di letteratura, ma non ho saputo reistere all’urgenza di raccontare tutti questi fatti. Mi scuso con quelli che magari si collegano al mio sito solo per sentire parlare di cose belle come Romanzi, racconti, poesia. Ma, nel caso specifico, mi pare che quel che è successo merita l’apertura di un grande dibattito, anche perché si tratta di valutare lo stato della cultura e della scuola in Italia, e del modo in cui dovrebbe essere rappresentata poi all’estero.
by Gilda
13 dic 2011 alle 16:17
Grazie Cate del video sul FORMEZ! Potete postarlo sul gruppo FB Insegnare all’estero e alle testate giornalistiche? Queste schifezze devono venir fuori, oltre a tutto il resto…
by silvia
13 dic 2011 alle 22:48
Grazie ad Alessandro e a tutti voi per la preziosa condivisione e per aver messo nero su bianco così tanto di quello che anch’io portavo e porto nel cuore!
Davvero facciamo qualcosa!
Aggiungo un paio di idee e riflessioni. Come voi ho voglia di far di tutto per cambiare … vada come vada!
Ad esempio, c’erano già varie alternative di test percorribili, così uniamo la pars costruens con la denuncia basata su dati esperienziali, molto concreti, per non suonare aleatori e lasciar adito a dubbi.
Chiediamo inoltre che chi ha così palesemente contravvenuto e sbagliato PAGHI (in tempo di crisi!) a noi i soldi e il tempo investiti non ce li ridarà nessuno, ma almeno che i furbetti del quartierino e gli amici degli amici non la facciano ancora una volta franca! (Son troppo categorioca e/o idealista?)
Si potrebbe fin da subito proporre (almeno per concorsi futuri) sedi regionali, dove somministrare i test, per aver numeri minori di candidati da gestire, prove in presa diretta al computer come fanno perla selezione del personale all’Efsa (l’Autorità Europea per la Sicurezza alimentare) e/o in altri contesti internazionali e/o universitari: il test è somministrato in presenza della commissione, ma per via telematica e i quesiti sono davvero randomizzati e per ogni quesito hai tipo 10 sec e via, e non hai tempo e modo di copiare dal vicino, inoltre ci sono software che preparano questi tipi di test a costo zero! Infatti, per me il fatto che ci fossero file tutte uguali o A o B e della conseguente copiatura a go-go da parte degli insegnanti è veramente deontologicamente ed eticamente inaccettabile! Così come il farci aspettare per ore ammassati come bestiame! Un’amica-collega faceva questo paragone:”Provate a fare così a un concorso per notai o avvocati! Avete mai visto qualcosa di simile?”).
Anch’io non ho copiato, ho cercato di conservare la mia integrità fino in fondo, per dare comunque nel mio piccolo un contributo di serietà a qualcosa che la perdeva da tutte le parti, confidando – come voi me ne date testimonianza – che ci fossero altri colleghi disposti a fare altrettanto. Ma anche per provare a me stessa che potevo farcela con le mie forze e se non ce l’avessi fatta forse sarebbe stato perché non ero abbastanza preparata, e quindi non ero all’altezza del futuro incarico, e soprattutto per poter continuare a guardare con coerenza i miei studenti negli occhi ogni volta che dico loro di non copiare; che il test davvero può essere un’occasione preziosa di autovalutazione e non solo valutazione, che onestà e serietà non sono prerequisiti solo messi sulla carta o profferiti al vento, ma sono da calare nelle nostre vite, per – come minimo – una civile convivenza!
Un caro saluto
by Susanna
14 dic 2011 alle 20:09
Ciao a tutti!
che dire ancora? i fatti sono quelli, le parole pure, condivisibili e condivise da chi lì c’era, da chi non ha copiato e da chi si è sentito umiliato, altro che solidarietà e volemmossebbene…a me è venuto il magone quando ho visto i mucchi di carta da macero, o quando ho visto il bassissimo livello delle prove, tutte dannatamente uguali e in parte anche sgrammaticate e quindi mi sono data della tonta per non aver fatto anche domanda per francese! o quando alla prova di tedesco scc una ragazza -identificatasi con documento in tedesco – ha poi fatto indisturbata la prova per il suo gruppetto di “amici”…
Accertamento di che? Chi è riuscito a dimostrare cosa sapeva veramente di/in quella lingua?
Perchè un concorso così diverso da quello del 2006 (fatto pure quello, buon punteggio e fatto pure ricorso per una questione di graduatoria) anche e soprattutto nei contenuti?
Non ho neanche voglia di vedere la correzione delle prove: a questo punto chi ci crede che quelli siano veramente i miei pallini?
QUALCUNO mi dice cosa si può fare, allora? Io sono pronta all’azione!
Comunque grazie, Alessandro, per aver pubblicato ciò che in tanti abbiamo tenuto dentro (per imbarazzo?)!
by Alessandro
14 dic 2011 alle 20:50
cara Susanna
alcuni di noi stanno preparando un esposto. So che ce ne sono vari in corso. Non è una questione semplice, perché tutta la vicenda è intricata. ma se vuoi partecipare lasciami un indirizzo e-mail (magari in un prossimo messaggio che non pubblico) e ti mando l’esposto in preparazione. Più siamo meglio è.
by VERGOGNA
15 dic 2011 alle 23:06
Il concorso è stato semplicemente vergognoso. L’unica speranza per tutti i docenti onesti presenti alle prove è che venga accettato il ricorso.
Da aggiungere che sono stati usati per tutte le prove anche gli stessi quiz già pubblicati un paio di mesi fa per l’esame di dirigente scolastico. Chi ha partecipato alle selezioni per dirigente scolastico aveva già studiato ed imparato le risposte a memoria. I quiz sono tuttora facilmente reperibili online:
http://www.notiziedellascuola.it/news/2011/settembre/concorso-dirigenti-scolastici-on-line-i-quiz-per-la-prova-preselettiva
Altri quiz in inglese sono stati riciclati dalle prove selettive per la camera di commercio di Salerno, (e questo spiega la loro disarmante semplicità) anch’esse facilmente reperibili online:
http://www.formezitalia.it/sites/default/files/Domande_Inglese%20bc.pdf
In pratica, i Signori del Formez, non si sono degnati neanche di preparare delle prove ad hoc per il MAE ma hanno riciclato tutto il riciclabile.
IL CONCORSO E’ DA ANNULLARE!
by vittorina
16 dic 2011 alle 15:51
Caro Alessandro, non aggiungo parole alle tante che sono state scritte, ma confermo la grande amarezza per tutto. Io ero nel gruppo del lettorato di francese. Alla fine non ho svolto questa prova e nemmeno quello di tedesco a cui ero iscritta. Non ne ho avuto il tempo e nemmeno più la forza dopo quello che avevo visto e subito. Ho preferito riprendere il treno e tornare in classe, al nostro lavoro che tanti disprezzano ed invece io amo, perchè non è vero che abbiamo perso il valore della dignità e anche quello della legalità. Sono interessata al ricorso, perchè questo concorso dovrebbe essere annullato. Solo così potremmo avere l’idea che lo stato esiste ancora. Fatemi sapere. Vittorina
by pulcino
19 dic 2011 alle 20:24
ciao Alessandro, nell’amarezza mi hai fatto divertire e capire che è meglio non farmi il sangue amaro quando al prossimo concorso, se uscirà e se lo farò, non passerò.
ma ho due domande…
1) perchè tutti i prof vogliono andare all’estero? io ho una passione sconfinata per la Francia e il francese, ho vissuto a Nizza. ho vissuto un anno in Inghilterra, ed è la seconda passione… passione per le lingue e le diversità, per il cambiamento e le nuove esperienze. ma tu parli di migliaia di italiani…. non capisco.
2) ma sono così tanti gli insegnanti di ruolo….?
ciao Pulcino per gli amici Pulce
by Alessandro
19 dic 2011 alle 20:33
L’impressione a Roma era che tutti fossero disposti a partire per Ulan Bator pur di lasciare l’Italia. Ma in realtà molti poi, quando vengono davvero chiamati in un posto remoto, finiscono per rifiutare (sarà la paura di non trovare un cappuccino come Dio comanda…)
by VERGOGNA
23 dic 2011 alle 16:08
Ci sono notizie sugli esposti presentati e sulla possibilità che il ricorso venga accettato? So che ci sono state diverse interpellanze parlamentari… Speriamo che questa vergogna venga cancellata!
by Alessandro
24 dic 2011 alle 14:36
Molti di coloro che hanno partecipato hanno presentato un esposto (tra questi anche io). Ma purtoppo siamo ancora pochi: la gran parte dei partecipanti trova evidentemente che questo concorso rappresenti bene lÌtalia e la sua scuola. Anche la stampa si sta interessando troppo poco alla vicenda. Ma non molliamo la presa.
by melina
26 dic 2011 alle 21:31
ciao Alessandro,
vorrei che mi tenessi presente per il ricorso in riferimento alle prove di selezione per l’estero.
saluti melina
by simona
27 dic 2011 alle 09:13
Salve, ho partecipato anch’io al concorso, e faccio parte della categoria ‘fessi, distratti o onesti’
Alessandro, manderesti anche a me copia dell’esposto? Grazie, e a tutti: teniamoci in contatto!
by Roberto
05 gen 2012 alle 18:40
A che punto è l’esposto riguardante l’annullamento di un concorso che ha umiliato gli insegnanti? Io non vi ho partecipato anche se mi ero iscritto. Guardando i filmati su Youtube e i vari tg, non ce l’ho fatta a venire a Roma per le prove che non erano “prove”.
by Alessandro
05 gen 2012 alle 19:53
purtoppo in questi casi i tempi sono lunghissimi. aspettiamoe speriamo accada qualcosa. Il silenzio della stampa e delle istituzioni non è incoraggiante…
by Michele
07 gen 2012 alle 22:39
E io che stavo tanto bene all’estero e son tornato apposta in Italia per accettare il posto di ruolo!..:-((((((((((((((((((
by Nico Carlucci
09 gen 2012 alle 15:03
Beh, non bisogna fidarsi della stampa e dei giornalisti in generale. L’indignazione di chi insegna è solo la nostra, quella dei “professori”, dei maestri che genericamnte vengono chiamati “insegnati” dai pedagodisti e politici di turno. Spero che questo concorso venga annullato data la sua non serietà e le mille prove della sua falsità su cui non ritorno. Quindi, tutti insieme, in una lotta che è solo la nostra. Ma cosa diranno gli storici del futuro riguardo a quanto accade in Italia con i concorsi pubblici?
by Riccardo
11 feb 2012 alle 08:41
Ciao Alessandro,
siamo d’accordo su molte cose. Forse io non ho visto le tecniche sofisticate da te citate, ma quel che si è svolto davanti ai miei occhi era una versione grottesca del meglio di Fantozzi: signore già abbastanza adulte che si infilavano nel cappotto il volumone davanti ad un poliziotto scultoreo ed impassibile, fidanzati che discutevano su come portar fuori il tesoretto. Con una di loro ci ho anche litigato.
Per quanto riguarda me, ho fatto il folle, solo con le mie forze e son felice di esser passato, conscio che ciò non basterà a salire la vetta della graduatoria, poiché purtroppo non ho alle spalle troppi anni di ruolo.
In ogni caso, io non ho fatto ricorso e spero tanto che il carrozzone vada avanti. Perché?
Per le stesse ragioni che vi spingono a far ricorso. Per le stesse ragioni che mi porteranno fuori dall’Italia. Perché la stessa prova che abbiamo sostenuto non sarà quella a far salire di molto qualcuno. Perché trovo assurdo che una collega di lingua inglese debba fare una prova di inglese e non le venga chiesto nulla sul ‘come si insegna l’italiano’. Perché, perché, perché …
Se voi avete fatto ricorso, ok!
Ma io me ne voglio andare….
by Alessandro
11 feb 2012 alle 10:36
Rispondo a Riccardo e agli altri che sostengono più o meno la stessa posizione
il tuo punto di vista è condiviso da molte persone. Io stesso ne condivido una buona parte. Ma trovo ancor più triste che il criterio di scelta per selezionare coloro che dovranno rappresentare l’Italia all’estero sia misurare la loro voglia di andarsene dall’Italia ad ogni costo. Mi pare davvero un atteggiamento suicida. Ad ogni modo una delle ragioni per le quali abbiamo presnetato il nostro esposto era fare in modo che si parlasse il più possibile di quanto accaduto all’Ergife (se n’è parlato assai poco invece) nella speranza che il Formez non possa più organizzare concorsi pubblici in Italia e soprattutto non ne possa organizzare in quel modo. Le prime risposte dalle istituzioni arrivano e sono raggelanti: archiviazione degli eposti. Piuttosto rapida. Quasi si volesse chiudere la questione il più presto possibile. Io, come te, mi iscriverò alle graduatorie. ben 8. Anche le due di spagnolo, lingua che so pochissimo, anche se nei test ho preso punteggi altisismi, pur non avendo copiato, ma solo perché erano di una facilità disarmante e in più, come dici, tu, la concorrenza era fantozziana. Credo che la differenza principale tra chi ha fatto esposto e chi no stia nell’ottimismo: io non credo che l’Italia meriti tutto questo e soprattutto credo ancora che possa curarsi dai suoi difetti storici. Ci vorranno forse mille anni, ma bisognerà pure che cominciamo da qualche parte. perciò ripresneterei il mio esposto di nuovo domani mattina se avessi qualche speranza di essere ascoltato.
by Riccardo
11 feb 2012 alle 22:29
La differenza sarebbe l’ottimismo?
No, non penso. Piuttosto mi reputo uno scettico, ma non un pessimista.
Vuoi portare avanti la battaglia? Bene, la ritengo cosa utile.
La vuoi portare avanti anche se fosse solo di testimonianza? Sono convinto che anche la testimonianza serva.
E parlo con cognizione di causa, visto che tante battaglie che ho portato avanti purtroppo si son rivelate di testimonianza.
Ma non pensate che il silenzio di tanti sia riducibile ad un solo aspetto: ci può essere l’indifferenza come la resistenza silenziosa, l’ignavia come la volontà di sottrarsi, la complicità come il rifiuto totale.
Da parte mia, vedendo che le cose vanno per un verso che non mi aggrada, ho scelto insieme a mia moglie (che italiana non è) di provare a costruire la nostra vita altrove. E anche questa è battaglia. Conoscere nuovi luoghi, nuovi volti, nuove idee, questo è quello che vorremo fare. Se potessi farlo con il mio lavoro, sarebbe il massimo, altrimenti vedremo…
buona battaglia
by Roby
19 feb 2012 alle 21:51
Che vuole dire che hanno archiviato tutto? Il carrozzone, quindi, va avanti?
by Alessandro
19 feb 2012 alle 22:06
pare proprio di sì. Alcuni di coloro che hanno presentato un esposto (tra i quali anch’io) hanno ricevuto un avviso di archiviazione. In tempi anche piuttosto rapidi. Sarebbe interessante sapere se tra tutti coloro che hanno presentato l’esposto in giro per l’Italia c’è qualcuno che ha ricevuto una risposta diversa. Pare davvero incredibile che una cosa simile possa andare avanti ed essere considerata normale. Ci sarebbero dovute essere migliaia di denunce, che non ci sono state. Chissà se così le cose sarebbero andate diversamente.
by Roby
23 feb 2012 alle 12:54
si, ma gli esposti a chi sono stati presentati? So che anche un politico di IDV portava avanti un discorso di un eventuale annullamento. E poi, i filmati sono sotto gli occhi di tutti, sono su YouTube. A meno che loro dicano che l’estrazione delle domande era counque lasciato al caso. Ma anche ciò non regge visto che il librone aveva fatto la sua Apparizione contro ogni regolamento!
by Alessandro
23 feb 2012 alle 13:03
carissimo
figurati se non sono d’accordo con te. Il mio esposto l’ho presentato assieme ad altre 5 persone alla prucura di Cagliari (registrato e inviato da lì a Roma). Altri hanno presnetato lo stesso testo in altre città italiane. I sindacati, che io sappia, non si sono mossi e ci sono state voci di interrogazioni parlamentari delle quali poi non si è saputo più niente. è difficile smuovere qualcosa (anche interessare i sindacati) quando su 6000 partecipanti a un concroso solo alcune decine presentano un esposto. Nonostante le immagini più che chiare trasmesse dai telegiornali. Il fatto è che l’indifferenza (o la rassegnazione) è la malattia più grave di questo paese; e questa ne è la prova più evidente: se non avessi visto coi miei occhi quel che succedeva a Roma, non avrei creduto che in questo mio paese potessero succedere davvero cose come queste. Nel segreto delle stanze, forse, ma davanti a 6000 insegnanti e alle telecamere delle rai che poi manda tutto in diretta al telegiornale delle 20. Ebbene, invece si può.
by Roby
23 feb 2012 alle 23:25
scusa la mia ignoranza, ma forse gli esposti andavano mandati al TAR! Grazie per le tue risposte
by Alessandro
24 feb 2012 alle 15:25
nessuna ignoranza. la questione è difficile per chi, come noi, non ha una conoscenza tecnica del campo. Mi hanno spiegato però che il ricorso al tar è un ricorso amministrativo ed è molto costoso. Perciò una via impraticabile per pochi insegnanti spiantati. L’ideale sarebbe stato una class action. Unirci tutti per denunciare quanto abbiamo visto. Ma poche decine di persone non hanno voce, a quanto pare. Io ho scritto almeno a una ventina di giornali, programmi televisivi o radiofonici. Non ho avuto alcuna risposta.
by Nico
12 mar 2012 alle 19:42
Caro Alessandro a che punto è il concorso della “vergogna”? E’ svanito nel nulla! Se chiami ti rispondono che, comunque, aver passato il test non significa che verrai chiamato! Forse, il tutto è stato bloccato dai ricorsi? Bah, la risposta soffia nel ventooooooooooooo……!
by Alessandro
12 mar 2012 alle 20:09
so che ci sono stati molti ricorsi. Per quanto riguarda l’esposto al quale ho partecipato io, abbiamo ricevuto un avviso di archiviazione, ma non so nulla degli altri esposti Credo che la questone sia davvero molto complicata.
by Mimma
14 apr 2012 alle 16:30
Anche io ho partecipato, e come dite voi è stato sconvolgente. Spero che annullino tutto, ma ormai l’italia è come l’impero romano dopo la battaglia di Adrianopoli, in rotta su tutti i fronti. Teniamoci in contatto comunque, per condividere le eventuali notizie. Esiste qualche sito o blog su cui ritrovarsi, i lettori già in carica o ex e gli aspiranti tali? un saluto a tutti voi.
by Alessandro
14 apr 2012 alle 16:56
esiste un gruppo su facebook che si chiama insegnare all’estero. Ci si trova un po’ di tutto e soprattutto molte informazioni utili e talvolta del calore umano tra colleghi. Anche se, in quel contesto, l’idea del nostro esposto è stata talvolta avversata con violenza e non sempre con rispetto. Un saluto a te Mimma. Se vuoi la mia opinione, ormai non lo annullano più. E se la tua analisi storica è corretta, speriamo quanto meno di non ritrovarci tra i servi della gleba, sempre che non ci siamo già.
by Vergogna
06 mag 2012 alle 00:01
Tratto da
http://www.uilscuolaesteri.it/esteri/wp-content/uploads/2012/05/ANCORA-UN-RINVIO-PER-LORDINANZA-PER-LE-GRADUATORIE-PERMANENTI-PER-LA-DESTINAZIONE-ALLESTERO.pdf
“Il Direttore Centrale della DGSP, Min. Lomonaco, ha comunicato alle OO.SS. che l’avvio delle procedure previste dal CCNL scuola per l’aggiornamento delle Graduatorie Permanenti ha subito un notevole ritardo, in quanto si è reso necessario acquisire, da parte dell’Amministrazione del MAE, il parere dell’Avvocatura dello Stato contenente specifiche e articolate valutazioni giuridico-legali, a garanzia della validità delle prove linguistiche, rispetto all’eventualità di un loro possibile annullamento in conseguenza delle azioni giudiziali sul piano civile e penale e dei numerosi esposti presentati dai candidati alla Procura della Repubblica.”
Forse c’è ancora speranza che il concorso farsa sia annullato…
by Nico
06 mag 2012 alle 19:40
Dai Alessandro, che forse ti daranno ragione. Ciao
by Mimma
12 mag 2012 alle 14:23
PARE CHE L’avvocatura dello stato non abbia ancora espresso il suo parere, e questo lascia sperare che siano un pò seri, forse annulleranno tutto, è sicuro che senza il loro via libera il mae non procederà con le graduatorie. Dita incrociate per tutte le persone serie e oneste che ancora ci sono!
by Alessandro
12 mag 2012 alle 16:33
Cara Mimma, anch’io ho sentito questa notizia. Davvero però la situazione mi pare ancora molto confusa, anche perché si intreccia con progetti di riforma delle scuole italiane all’estero che, da quel che ho sentito, non vanno necessariamente nella direzione di una vera razionalizzazione del settore (a vantaggio di chi vorrebbe fare bene il suo mestiere), ma sembrano anzi lasciare spazi a vaghe e oscure gestioni private della cultura italiana all’estero. Speriamo che, per una volta, questo paese, che tante volte ci delude, riesca a riconfortarci. Auguri a te e a me e a tutti quelli che ancora ci credono.
by Vergogna
22 giu 2012 alle 08:24
Tratto da
http://www.uilscuolaesteri.it/esteri/wp-content/uploads/2012/06/ORDINANZA-PER-LE-GRADUATORIE-PERMANENTI-A-SETTEMBRE-LA-PUBBLICAZIONE.pdf
“Nel corso dell’odierna riunione delle OO.SS. con la Delegazione di Parte Pubblica, MAE-MIUR, il Min. Lomonaco, Direttore Centrale della DGSP ha comunicato che entro il mese di giugno sarà resa nota, con uno specifico comunicato sul sito del MAE, la data della pubblicazione della Ordinanza MAE per l’aggiornamento delle Graduatorie Permanenti, che dovrà avvenire entro il mese di settembre p.v.
Al termine della riunione le parti hanno concordato che il prossimo incontro si svolgerà il 27 giugno p.v. e che nel corso delle prossime settimane sarà definito il testo della OM.
La UIL scuola ha preso atto dell’impegno della DGSP e ha fatto presente che, nel caso tale impegno non fosse mantenuto entro il mese di settembre, metterà a disposizione dei propri iscritti tutti gli strumenti giuridico-legali, a tutela dei propri diritti previsti dal vigente CCNL scuola sulla materia.”
No comment
by Mimma
23 lug 2012 alle 00:44
ciao, in queste vacanze funestate da spread in rialzo e tutto il resto al ribasso non poteva mancare la notizia dello smantellamento delle scuole all’estero, che pare ormai cosa fatta. L’idea di fare questa esperienza e di dare un contributo valido “e’ stata un bel sogno” che adesso possiamo mandare al macero indipendentemente dalle prove farsa di dicembre scorso. Tutto appare sempre più surreale………..
by Alessandro
23 lug 2012 alle 08:46
Hai ragione. Soprattutto se si considera che con i soldi che hanno speso per quel ridicolo e inutile concorso avrebbero senz’altro pagato gli stipendi ai docenti italiani per un bel po’ di tempo e avrebbero evitato all’Italia l’ennesima deprimente brutta figura. Non so davvero che cosa dobbiamo aspettarci ancora.
by Nico
13 ott 2012 alle 23:08
caro Alessandro, come è andata a finire questa “avventura” del concorso?
by Alessandro
14 ott 2012 alle 15:22
per quanto se ne sa non è ancora finita. Le graduatorie definitive non sono mai state fatte e nel frattempo sono stati tagliati i posti del 40%. Ho sempre più la sensazione che quel vergognoso concorso sia stato fatto solo per far guadagnare dei soldi a chi lo ha gestito. Effetto collaterale: umiliare un’ennesima volta la scuola italiana (magari facendo in modo che gli insegnanti si umiliassero anche da soli).
by Mimma
17 ott 2012 alle 02:31
…..e non è finita per noi tapini, adesso anche l’aumento dell’orario di lavoro con la stessa paga! A quando le frustate sul dorso e la palla al piede? Quanto alle graduatorie….ma mi viene da ridere solo all’idea, 22000 partecipanti per un residuo di 400 posti si e no, mi hanno assicurato che hanno intenzione di rinnovarle, presto, molto presto. Questo era un mese fa. forse non lo sanno più nemmeno loro, la farsa gli è sfuggita di mano.
by Alessandro
17 ott 2012 alle 17:14
certe voltemi domando se il loro vero obiettivo con quel concorso non fosse che questo:spendere dei soldi per farlo. Questo spiegherebbe le modalità indegne del medesimo e il silenzio seguito alle graduatorie. ‘Ormai che urgenza c’é? Oéun paeseche procede a caso oppure é un paese che procede con malizia…
by Mimma
22 ott 2012 alle 16:03
caro Alessandro, forse semplicemente questo è un paese che non procede più. Punto.
by Mimma
14 dic 2012 alle 22:03
E comunque procedono con la riformulazione delle graduatorie!!!!!
La loro faccia tosta è senza limiti.
by Alessandro
15 dic 2012 alle 08:49
non solo, ma ci hanno impiegato un anno a decidersi e non si capisce cosa abbiano fatto in tutto questo tempo visto che il concorso non è stato annullato e i ricorsi non accolti: sembra quasi che abbiano aspettato tanto solo per far calmare le acque dopo la grossa marachella. Uno stato disonesto e poi anche infantile. Almeno avessero il coraggio di dire chiaramente che per loro questo è un buon concorso, adatto a selezionare i rappresentanti della cultura italiana all’estero.
by Nico
31 dic 2012 alle 12:49
Brava, Mimma,”questo è un paese che non procede più”.