Il primo passo nel bosco

Manifesto sardo del 7 settembre 2010

Mario Cubeddu sul “Manifesto sardo” del 7 settembre 2010

Cosa c’è di interessante, di letterariamente interessante, nella vita di due coniugi di mezza età, non particolarmente avvenenti, agiati ma non ricchissimi, provinciali quel tanto che basta per non avere ambizioni superiori alle proprie possibilità, Continua →

Liberazione del 2 settembre 2010

di su “” del 2 settembre 2010

«Si compie un primo passo nel bosco e poi non è che un disperato attenersi al sentiero, per paura di perdersi». La simbologia del titolo è spiegata quasi subito, dopo due pagine che hanno piombato chi legge in una fuga automobilistica, in un mistero svelato da un lunghissimo flashback.

Con «» (Il maestrale: 200 pagine per 17 euri) Alessandro De Roma conferma quanto di buono c’era nei suoi due romanzi precedenti. Continua →

Il veleno sottile che uccide la vita

di Alessandro Marongiu  su

«Lasciato il lavoro, lasciati i negozi, lasciata la vita cittadina, si ritrovavano lui e lei, soli, senza figli, coniugi agiati, con abbastanza soldi da trascorrerci tutta la vita, e con abbastanza placidità da affogare come in un oceano dall’apparenza calmissima, ma con mulinelli profondi e oscuri che rapiscono e schiacciano sul fondo». La differenza che passa tra uno scrittore e uno scrivente – cioè tra chi scrittore lo è per nascita, e chi invece cerca di esserlo o, peggio ancora, di farlo – si misura anche attraverso brani come quello riportato Continua →

De Roma indaga l’anima nera

di su L’Unione Sarda

«Si compie un primo passo nel bosco e poi non è che un disperato attenersi al sentiero, per paura di perdersi, scoprire nuovi cammini ancor più intricati». In questa frase c’è forse racchiuso tutto il senso del nuovo romanzo di Alessandro De Roma, , edito da Il Maestrale. È la terza prova dello scrittore sardo di Carbonia e non fa che confermare quanto di buono si era letto nei due romanzi precedenti, Continua →

De Roma, il narratore pericoloso

di Michela Murgia

Alessandro De Roma è pericoloso nel modo subdolo in cui spesso lo sono i narratori di razza. Però è un uomo sincero, non ha mai finto di essere diverso, e infatti è dal primo libro che io dichiaratamente lo temo. Continua →