Il nuovo libro "Quando tutto tace" (Bompiani) è in libreria dall'11 maggio.
Sono nato in Sardegna nel 1970, e oggi vivo in Francia. Ho esordito per il Maestrale nel 2007 con "Vita e morte di Ludovico Lauter" (Premio Dessì, Premio Vigevano Opera Prima, finalista premio Viareggio); ora pubblicato in Francia con una bellissima copertina bianca Gallimard.
Nel 2008 ho pubblicato il romanzo "La fine dei giorni" (Libro del mese degli ascoltatori della trasmissione di Radio Tre Fahrenheit).
Nel giugno 2010 è uscito il romanzo "Il primo passo nel bosco" (Il maestrale).
Quando tutto tace
Se un romanzo è un edificio a più piani, che succede la volta in cui un autore scopre di aver perso le chiavi del portone? O meglio, quando capisce che, ad avergliele rubate, è stato uno dei suoi personaggi? È questa la miccia che innesca "Quando tutto tace". Qualche riga, e il buffo angelo caratteriale spedito a salvare dal suicidio una celebrità dello show business caduta in disgrazia - chiede conto all'autore del suo ruolo e delle sue azioni. È l'impasse di qualche pagina che, a poco a poco, squarcia il sipario delle apparenze, aprendo a un cammino doloroso verso la verità. In questo gioco, Alessandro De Roma - abbandonando per una volta l'impianto tradizionale del romanzo - ci propone una riflessione sul mestiere di scrivere: un personaggio non esiste, neanche nella finzione, se il suo creatore non è disposto a stanarne fino all'ultimo segreto; e insieme una lettura accorata e visionaria dei nostri giorni: un'epoca in cui il reality supera la realtà e la parola, svuotata di significato, si riduce a un silenzio disperato in cui tutti, prima o poi, rischiamo di perdere le chiavi.
Serafino e Amalia sono in fuga sulla statale che da Cagliari porta verso le montagne dell’interno. Due coniugi di mezza età, senza figli. Alle loro spalle, ormai per sempre, la vita agiata che conducevano tra le aiuole del villaggio residenziale “Lo scoglio fiorito”, in mezzo a una comunità che li ha sempre circondati di un amore sospettoso. Nella bella casa, a pochi chilometri dal mare, Amalia trascorreva il tempo infornando torte e allestendo banchetti di beneficenza con le amiche del gruppo di preghiera; mentre Serafino smaniava di conquistare tutto il cuore di sua moglie, opponendo le promesse impossibili del suo cinico ghigno a un insopportabile dio di mielosi sentimenti. Un dio lontano e dispettoso, ma comunque in grado di sedurre tutte le donne del villaggio. Si lasciano dietro il segno di un crimine assurdo e il desiderio di un bambino che non possono avere. Li insegue Marco, con il peso di un’intera generazione, che non ha tempo e voglia di trame complicate: ha da pretendere tutto il valore della sua giovinezza, che solo Amalia e Serafino gli possono restituire.
Torino: in un futuro molto simile al nostro presente accadono strane cose. Fra queste, un'epidemia di perdita della memoria e la sparizione di anziani cittadini. Quando in un condominio scompare il vecchio Baratti, nessuno nel palazzo se ne accorge: nessuno ricorda un Signor Baratti tranne Giovanni Ceresa. Oppure è lui che ricorda un passato mai esistito? Per Giovanni il tentativo di fuga dalla demenza sta in un diario in cui annotare quel che accade in lui e a una società sempre più sprofondata nell'apocalisse, dentro una crisi economica e civile da fine dei giorni. Il diario è una disperata forma di resistenza, un tormentoso strumento di conoscenza che, di giorno in giorno, pagina dopo pagina, tra le vie di una città allo sbando, potrebbe svelare morbosi trascorsi familiari (quale sciagura ha dimezzato la famiglia di Giovanni, rendendogli soltanto un padre ebete davanti alla TV?) e da cui potrebbe emergere la storia di un mostruoso progetto politico di controllo sociale.
Milioni di copie di libri vendute, una fama planetaria, eppure la vita e la carriera di Ludovico Lauter restano un vero mistero. L'enigma si è ingigantito da quando sembra svanito nel nulla, all'apice della notorietà. Un modesto scrittore, sulla soglia dei sessanta, si accinge a stilarne la biografia. Mollare tutto, salire su una nave per la Sardegna, isolarsi in una casa sulla scogliera, sembrano condizioni ideali per l'impresa, complice l'autunno incipiente. Per lui, poi, Lauter non è così misterioso: lui sa dov'è il Maestro e maneggia notizie di prima mano sulla sua vita. Quindi scrive dell'infanzia cagliaritana del futuro grande scrittore (la nascita sulle rovine dei bombardamenti americani, figlio di Hermann il tedesco triste e di una svagata ragazza isolana che ha visioni profetiche); scrive dell'adolescenza romana, degli anni universitari a Bologna; e poi della piena e fulminea affermazione letteraria a Milano, fino ad attraversare le vetrate di un appartamento a New York, ultima residenza nota dello scrittore, officina di invenzioni narrative, e laboratorio di nevrosi. L'inverno intanto illividisce il mare davanti alla casa sulla scogliera. Il biografo scava ma le esistenze si complicano: la sua e quella del Maestro.